Tetti Verdi

SUBSTRATI VULCANICI PER TETTI VERDI
Perchè utilizzare gli inerti vulcanici naturali nella realizzazione dei tetti verdi

Cantiere del Parco del Portello a Milano

Cantiere del Parco del Portello a Milano

VULCAFLOR 2

Posa substrato

Il TETTO VERDE e/o giardino pensile rappresenta uno di quei campi di applicazione, nel quale il progettista, la committenza e successivamente le imprese esecutrici, devono considerare contemporaneamente problematiche di natura strutturale, di tecnica costruttiva, paesaggistica e agronomica. Il tetto verde infatti deve essere in grado di garantire l’attecchimento, lo sviluppo e la durata nel tempo delle essenze vegetali scelte e per questo è necessario ricostruire le condizioni biologiche naturali in un ambiente artificiale. Questo obbiettivo incontra quasi sempre degli ostacoli di natura strutturale (impossibilità di caricare eccessivamente il solaio con il terreno…) e logistica (difficoltà di trasportare i materiali sul tetto…), quindi diventa di fondamentale importanza la scelta dei materiali idonei sia da un punto di vista agronomico sia da un punto di vista di reperibilità e lavorabilità.

IL RUOLO DEGLI INERTI VULCANICI

Tra i vari materiali citati nella norma, certamente hanno un ruolo da protagonisti gli INERTI VULCANICI, come POMICE, LAPILLO ed i suoli fertili VULCAFLOR, grazie alla loro particolare struttura porosa che ci ha regalato la natura.

La POMICE presenta una struttura alveolare dove gli spazi di solido occupano mediamente solo il 30% del volume della roccia. Il resto dello spazio è costituito da circa il 35% di porosità capillare, occupata per la maggior parte da acqua, e per il resto da pori di diametro superiore nei quali è in grado di circolare l’aria.
In conclusione possiamo dire che la pomice è caratterizzata da:
• superficie specifica più elevata
• maggiore capacità di scambio cationico C.S.C. (che rappresenta la quantità di cationi, espressa in milligrammi equivalenti per 100 grammi di substrato, che un substrato può assorbire per scambio ionico a pH 7)
• ritenzione idrica elevata
• una maggior leggerezza
• origine naturale ed ecologica

Il LAPILLO ha struttura più densa nella quale la porosità totale non supera il 50% del volume ed è caratterizzata dalla prevalenza di alveoli di maggiore dimensione. Il lapillo è dotato di:
• maggiore macroporosità determinante per la circolazione dell’aria
• buona resistenza meccanica
• presenza di microelementi disponibili per la pianta.

VULCAFLOR è un suolo fertile, pronto, di facile stesura, esente da sostanze tossiche, pericolose, da semi di infestanti che costituisce un substrato ideale per la costruzione di tetti verdi, fioriere ed ogni tipo di realizzazione a verde che consente di mettere a dimora dal tappeto erboso a piante di maggiori dimensioni.
In funzione del tipo di rinverdimento (estensivo  o  intensivo)  e  della  portanza  della copertura è possibile optare per l’utilizzo di Vulcaflor Intensivo, Vulcaflor Estensivo o Vulcaflor Light.

Per le loro caratteristiche, gli INERTI VULCANICI (Pomice e Lapillo) ed i suoli fertili VULCAFLOR, con semplici e adeguati sistemi costruttivi possono conferire alla superficie contemporaneamente:

  • DRENAGGIO EQUILIBRATO. Hanno proprietà di drenaggio analoghe a quelle dei comuni inerti di fiume e di cava, tuttavia grazie alla loro porosità interna sono in grado di assorbire e trattenere parte dell’acqua piovana.
  • PORTANZA e DURABILITÀ. Hanno caratteristiche meccaniche capaci di garantire portanza e stabilità nel tempo.
  • LEGGEREZZA. La porosità interna del minerale garantisce pesi specifici bassi rispetto ai comuni inerti e al terreno vegetale.
  • FERTILITÀ. La porosità interna del materiale vulcanico, inoltre, garantisce da una parte un’adeguata capacità di ritenzione idrica e di trattenimento degli elementi nutrivi, e dall’altra la presenza in qualsiasi momento e situazione di ossigeno a livello gassoso indispensabile per lo sviluppo e l’accrescimento dell’apparato radicale.
  • REPERIBILITÀ e LAVORABILITÀ. Pomice, lapillo e i substrati vulcanici con essi composti sono reperibili facilmente e disponibili in commercio in tutte le modalità di consegna (sfusi, in big bags di varia natura e dimensione, con cisterne a scarico pneumatico).

CARATTERISTICHE DEI TETTI VERDI

Parco tecnologico ENVI-PARK (TO).  Tetto verde di 20.000 mq: Lapillo Vulcanico come materiale drenante e Vulcaflor come substrato fertile per prato ed arbusti

I tetti verdi devono presentare contemporaneamente le seguenti caratteristiche: devono essere superfici DRENANTI, PORTANTI-DURABILI, LEGGERE e FERTILI.

  • Devono essere superfici DRENANTI
    La capacità di drenare le acque meteoriche è di fondamentale importanza, per evitare problemi di ristagno idrico, che possono causare aumento del carico del solaio oltre alla asfissia degli apparati radicali, con conseguente perdita di vitalità delle piante. Tuttavia la velocità di infiltrazione dell’acqua non deve essere troppo elevata. Il “pacchetto verde” (l’insieme drenaggio-substrato-piante) infatti deve avere il tempo di assorbire il più possibile l’acqua, in modo da ripristinare la riserva idrica e da limitare e/o rallentare l’afflusso dell’acqua piovana agli impianti di smaltimento (grondaie, canalizzazioni, fognature). Con l’impiego di inerti, quali sabbie di fiume o di cava e/o ghiaie di diverse granulometrie e natura, o argilla espansa è possibile garantire un ottimo drenaggio, ma eccessivo rispetto alle esigenze del tetto verde. Il terreno agrario, viceversa, non ha sufficienti caratteristiche di drenaggio, anzi con il tempo, rischia di diventare una superficie quasi impermeabile e quindi un elemento troppo pesante per le strutture e asfittico per lo sviluppo delle piante.
  • Devono essere superfici PORTANTI-DURABILI
    Il tetto verde, per sua natura, viene realizzato nelle porzioni di immobili più difficilmente raggiungibili dalle persone e dai mezzi, sia durante le fasi di realizzazione che successivamente, quando i mezzi per costruire (grù, ponteggi, …) sono stati rimossi. In fase di costruzione risulta fondamentale la scelta di materiali durevoli che garantiscano nel tempo la portanza a chi fruisce del tetto verde. Certamente la terra o i comuni terricci torbosi non hanno queste caratteristiche, specialmente nei periodi piovosi nei quali assumono notevoli proprietà plastiche e deformanti. Inoltre, i substrati con dosi eccessive di sostanza organica tendono a perdere volume nel tempo a causa della mineralizzazione della sostanza organica stessa.
  • Devono essere superfici LEGGERE
    In molti casi il vincolo principale alla realizzazione dei tetti verdi è rappresentato dalla limitata possibilità di caricare solai già esistenti. In queste situazioni non si possono certamente utilizzare materiali come ghiaie, sabbie o terreno vegetale.
  • Devono essere superfici FERTILI
    Sul tetto verde devono crescere e mantenersi nel tempo le piante quindi è necessario utilizzare dei materiali capaci di garantire la presenza di acqua, ossigeno gassoso a livello radicale, elementi nutritivi, e la possibilità di sviluppo di sostanza organica. Queste sono caratteristiche peculiari dei buoni terreni agrari e substrati di coltivazione. Sabbie, ghiaie e argilla espansa, al contrario, non sono in grado di apportare questo tipo di benefici alle piante.

Un altro aspetto da non sottovalutare nella scelta dei materiali è la loro REPERIBILITÀ, DISPONIBILITÀ e LAVORABILITÀ. Quasi sempre è necessario sollevare i materiali in quota con delle grù o movimentarli in zone non accessibili ai mezzi meccanici. Per far questo è necessario trasportare i materiali nei big bags o con delle cisterne a scarico pneumatico. Non tutti i materiali sono reperibili con queste condizioni di trasporto.

In considerazione di quanto analizzato nelle righe precedenti, quando si realizza un tetto verde, risulta necessario utilizzare dei materiali che permettano contemporaneamente drenaggio equilibrato, portanza-durabilità, leggerezza e fertilità e che siano reperibili e lavorabili con facilità.

Per aiutare i tecnici nella progettazione e i committenti a rendersi consapevoli delle scelte fatte è stata redatta la Norma UNI 11235 “Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione, il controllo e la manutenzione di coperture a verde”. Questa norma, tra le altre cose, indica quali sono i requisiti che devono avere i materiali da impiegare per realizzare i vari strati di coltivazione: per es. drenaggio e strato fertile.

VANTAGGI DEI TETTI VERDI

Numerose sono le PUBBLICAZIONI relative ai VANTAGGI, anche economici, dei giardini sui tetti, ve ne segnaliamo alcune:

BONUS VERDE 2018: detrazioni per terrazzi e giardini

Per l’anno 2018, è istituito il bonus per gli interventi di sistemazione del “verde”, inserito nel l’art.1 dal comma 4 al comma 6, testo del disegno della Legge di Bilancio 2018. La norma ha previsto per i contribuenti la possibilità di usufruire di una detrazione sull’IRPEF, pari al 36% delle spese documentate, fino ad un massimo di € 5.000, per unità immobiliare ad uso abitativo, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti stesso. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo, calcolate a partire dall’anno di sostenimento delle spese.
Perché si possa godere del bonus di cui sopra, è necessario che il contribuente possegga o detenga, sulla base di un titolo giuridico idoneo a giustificare la detrazione, l’immobile su cui sono effettuati gli interventi.
Consentiranno la detrazione interventi consistenti in:

  • «sistemazione a verde» di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili;
  • effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali (ex art. 1117 e 1117-bis c.c.). In tale ipotesi, segnaliamo che la detrazione, spetta al singolo condomino nel limite di una quota a lui imputabile purché questa sia stata effettivamente versata a favore del condominio entro i tempi di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Per maggiori dettagli cliccate qui.

Cantiere del Parco del Portello a Milano

Vulcaflor

Vulcaflor